Signor Patelli lei ha maturato una lunga esperienza all’interno di Consigli di amministrazione, anche in veste di Presidente. Guardando al suo percorso, quali sono secondo lei gli elementi che fanno davvero la differenza tra un CdA che si limita ad adempiere al proprio ruolo formale e un CdA capace di generare valore per l’organizzazione?
"Credo che la differenza la facciano la qualità del confronto, la chiarezza dei ruoli e la capacità di guardare oltre l’immediato.
Un buon CdA non si limita a ratificare decisioni, ma mette in discussione le idee, valuta alternative e contribuisce attivamente alla strategia. Servono competenze complementari, fiducia reciproca e la libertà di porre anche domande scomode.
Per me, un CdA genera valore quando aiuta la direzione a prendere decisioni migliori, anticipa le sfide e mantiene lo sguardo sul futuro dell’organizzazione."
Nel turismo le decisioni coinvolgono spesso una pluralità di interessi – imprese, istituzioni, territorio e operatori del settore. Quanto conta, nella governance, la capacità di mettere insieme prospettive e interessi diversi e arrivare comunque a decisioni chiare e condivise?
"Nel turismo è fondamentale, perché una destinazione cresce quando imprese, istituzioni e territorio riescono a collaborare verso una visione comune.
L’esperienza alla presidenza di Ticino Turismo mi ha insegnato che ascoltare è indispensabile, ma occorre anche saper fare sintesi, stabilire priorità e assumersi la responsabilità delle decisioni.
Condividere non significa essere tutti d’accordo, ma riconoscersi in una direzione comune. Credo inoltre che coinvolgere le tante competenze presenti nel settore permetta di cogliere nuove opportunità e creare valore per l’intera destinazione."
Lei ricopre e ha ricoperto sia ruoli manageriali sia ruoli all’interno di Consigli di amministrazione. Quali sono, nella sua esperienza, le differenze più importanti tra queste due prospettive e quali accorgimenti aiutano a mantenere un corretto equilibrio tra indirizzo strategico e gestione operativa?
"Sono due prospettive diverse, ma complementari. Il manager traduce la strategia in risultati concreti, gestendo persone, risorse e priorità quotidiane. Il consigliere di amministrazione contribuisce invece agli indirizzi strategici, valuta opportunità e rischi e mantiene lo sguardo sul quadro complessivo.
Aver ricoperto entrambi i ruoli mi ha insegnato quanto sia importante rispettarne i confini. Il CdA deve porre le domande giuste e offrire indirizzo e supporto, senza sostituirsi alla direzione.
L’equilibrio nasce dalla chiarezza delle responsabilità, dalla fiducia reciproca e dalla capacità di collaborare verso obiettivi comuni."
Nel 2026 ha frequentato il Certified Board Member SAQ, ottenendo anche il riconoscimento come miglior diplomato dell’edizione. Cosa l’ha spinta, nonostante una lunga esperienza già maturata nei CdA, a intraprendere questo percorso e cosa le ha lasciato concretamente? Lo consiglierebbe anche a chi possiede già esperienza di governance?
"Il percorso Certified Board Member SAQ con ALMA Impact e il Centro Competenze Tributarie e Giuridiche (CCTG) di SUPSI è stato davvero bello e arricchente, sia per la qualità dei contenuti sia per il confronto con docenti e professionisti. Mi ha permesso di strutturare meglio le conoscenze maturate sul campo, approfondire gli strumenti della governance e acquisire nuovi spunti per preparare, condurre e gestire i CdA con ancora maggiore consapevolezza e metodo.
Essere stato riconosciuto come miglior diplomato dell’edizione è stata una grande soddisfazione personale, va detto che grande parte del merito è dei compagni di corso che mi hanno sostenuto nello studio, condiviso riassunti, aiutato e dato l’opportunità di confrontarmi e imparare durante il percorso.
Lo consiglierei certamente anche a chi ha già una lunga esperienza. Credo infatti che mettersi in discussione, confrontarsi con gli altri e continuare a formarsi sia fondamentale, indipendentemente dal ruolo e dagli anni di attività.
Per me, l’esperienza è un patrimonio prezioso, ma non deve mai diventare un motivo per smettere di imparare. È proprio mantenendo viva la curiosità e la disponibilità a mettersi in gioco che si può continuare a crescere e diventare consiglieri e manager migliori."
Simone Patelli, durante la Cerimonia dei diplomati, viene premiato da Fabio Sacchi di Ticino Economico