Signor Grassi nel suo lavoro è quotidianamente a contatto con imprenditori e aziende del territorio. Guardando alle PMI ticinesi, quanto è diffusa oggi una vera cultura della governance e dove vede ancora i principali margini di miglioramento?
"Nel mio lavoro noto che negli ultimi anni la sensibilità verso i temi di governance è sicuramente cresciuta, anche nelle PMI ticinesi. Sempre più imprenditori comprendono che una buona governance non è un vincolo burocratico, ma uno strumento per dare stabilità, credibilità e continuità all’azienda.
Detto questo, c’è ancora un ampio margine di miglioramento. In molte realtà la governance è ancora fortemente personalizzata sulla figura dell’imprenditore, con processi decisionali poco formalizzati e una separazione non sempre chiara tra ruoli operativi, proprietà e organi di controllo. Vedo spazio per rafforzare la composizione e il funzionamento dei Consigli di amministrazione, per strutturare meglio i processi di pianificazione strategica e di gestione dei rischi, e per integrare maggiormente competenze esterne, ad esempio su temi come la sostenibilità, la digitalizzazione e la gestione del capitale umano."
Uno dei momenti più delicati nella vita di un’impresa è il passaggio generazionale. Quale ruolo può avere una buona governance nel preparare per tempo la successione e nel garantire continuità all’azienda, anche quando proprietà, famiglia e management si intrecciano?
"Il passaggio generazionale è uno dei momenti più delicati nella vita di un’impresa, e nel nostro territorio lo vediamo spesso: aziende sane, con una buona posizione di mercato, che però faticano a gestire il tema della successione. Una governance ben strutturata può fare una grande differenza.
Innanzitutto, aiuta a preparare per tempo la successione, definendo ruoli, responsabilità e tempi in modo trasparente, evitando che le decisioni vengano prese solo sull’onda dell’emergenza o di eventi imprevisti. Inoltre, un buon CdA può fungere da “terzo” equilibratore quando proprietà, famiglia e management si intrecciano, facilitando il dialogo, riducendo i conflitti e mantenendo il focus sul progetto industriale dell’azienda. Infine, una governance chiara permette di preservare i valori e la cultura imprenditoriale, ma allo stesso tempo di aprire la strada a nuove competenze e a una leadership adeguata alle sfide future."
Chi siede in un Consiglio di amministrazione deve saper guardare oltre i risultati di breve periodo. Dal suo osservatorio sul mondo imprenditoriale, quali sono oggi le sfide che un CdA dovrebbe saper anticipare per accompagnare un’impresa verso una crescita solida e sostenibile?
"Chi siede in un Consiglio di amministrazione non può limitarsi a leggere i numeri di bilancio: deve saper guardare avanti e aiutare l’azienda ad anticipare i cambiamenti. Dal mio osservatorio sul mondo imprenditoriale ticinese, vedo alcune sfide ricorrenti.
La prima è la transizione generazionale e manageriale, che richiede pianificazione, sviluppo delle competenze interne e, quando necessario, l’apertura a figure esterne. La seconda riguarda la trasformazione digitale: non si tratta solo di tecnologia, ma di ripensare processi, modelli di business e modalità di relazione con clienti e fornitori. Un’altra sfida chiave è la sostenibilità, intesa non solo in senso ambientale, ma anche economico e sociale: le imprese devono dimostrare di saper crescere in modo responsabile, gestendo i rischi e cogliendo le opportunità legate ai nuovi standard e alle aspettative di mercato. Infine, vedo come sempre più centrale la capacità di attrarre e trattenere talenti, in un contesto competitivo in rapida evoluzione e con una sfida demografica ormai evidente. Con la partenza dei baby boomers si va incontro ad una carenza di forza lavoro da non sottovalutare."
Dopo una lunga esperienza professionale al fianco di imprese e imprenditori, nel 2026 ha scelto di frequentare il Certified Board Member SAQ. Cosa l’ha spinta a intraprendere questo percorso e quali strumenti, prospettive o occasioni di confronto le ha offerto? A chi consiglierebbe di partecipare all’edizione 2027?
"Ho scelto di frequentare il Certified Board Member SAQ per due motivi principali: da un lato, per interesse personale e per aggiornare in modo strutturato le mie competenze sui temi di governance; dall’altro, per poter offrire un contributo ancora più qualificato nel dialogo con le aziende del territorio con le quali sono costantemente in contatto.
Il corso mi ha dato strumenti molto pratici e concreti: una visione più sistematica dei compiti e delle responsabilità di un CdA, un approfondimento sui temi di risk management, strategia, sostenibilità e organizzazione e, soprattutto, molte occasioni di confronto con relatori e partecipanti di alto livello. Ho apprezzato in particolare la qualità dei docenti e l’approccio molto pratico, basato su casi reali, che permette di collegare subito i contenuti alla realtà delle nostre PMI.
Consiglierei l’edizione 2027 del Certified Board Member SAQ a tutte le persone che ricoprono, o si preparano ad assumere, un ruolo di responsabilità nella governance di un’impresa: membri di Consigli di amministrazione, imprenditori e manager coinvolti nei processi decisionali strategici. Ritengo che sia particolarmente utile per chi proviene da una solida esperienza operativa e desidera strutturare meglio la propria visione di medio-lungo periodo.
In un contesto come quello ticinese, dove il tessuto economico è composto in gran parte da PMI familiari, credo che investire nella propria formazione come board member rappresenti un segnale di responsabilità verso l’azienda, i collaboratori e il territorio. Un percorso come questo contribuisce a fare un salto di qualità nella cultura della governance, preparando le imprese ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide dei prossimi anni."
Marzio Grassi, durante la Cerimonia dei diplomati, riceve il diploma dal Prof. Samuele Vorpe e da Andrea Inghirami